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Nel ricordo di Annamaria Larese, collega di tutti e per molti amica

Nelle prime ore del mattino di questo 1 maggio è venuta a mancare Annamaria Larese, Direttrice del Museo Archeologico di Venezia e del Museo Nazionale Concordiese, che per molti anni ha lavorato come funzionario archeologo della Soprintendenza di Padova.

Annamaria Larese è sempre stata una persona d’animo gentile e riservata, che non amava parlare di sé; tuttavia in questo momento crediamo che il ricordo delle sue doti umane e della sua competenza professionale sia l’unico modo per esprimere il sentimento di profonda tristezza condivisa da chi ha avuto modo di conoscerla e lavorare con lei.

Appassionata allo studio, per molti anni ha collaborato con l’Università di Ca’ Foscari, pubblicando numerosi cataloghi specialistici sullo studio di materiali di età romana, in primo luogo le lucerne. Le sue conoscenze si ampliavano allo studio della scultura e del vetro; quest’ultimo, in particolare, la coinvolgeva in una passione che andava ben oltre la competenza. A lei si deve il volume di sintesi sui vetri del Veneto, oltre a numerosi articoli e contributi specialistici.

Sembra ancora di vederla, china sui tavoli della Biblioteca di Campo San Polo, circondata da pile di libri, a leggere assorta per non farsi sfuggire nessun dettaglio che togliesse precisione al suo studio.

Il vetro, materiale fragile e prezioso, un po’ come la sua natura. Era così difficile convincerla a parlare in pubblico delle sue ricerche; ma quando decideva di farlo non sfuggiva la competenza frutto di un’intelligenza attenta soprattutto ai dettagli, coniugata con uno studio puntiglioso.

Nel 2002 è iniziato il suo servizio preso l’allora Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, dove si è dedicata alla tutela del territorio del Trevigiano e alla Direzione della Biblioteca di Palazzo Folco.

Negli anni di lavoro sul campo ha dimostrato grande apertura a ogni forma di collaborazione con i Musei Civici e l’Università; di grande rilievo gli esiti dello scavo condotto a Vidor, in provincia di Treviso, da cui è emersa un’importante necropoli, e a Montebelluna. Mostre e studi hanno dato ragione della ricerca che non finirà certo ora.

Fa sorridere pensare al suo ufficio, alle sue scrivanie – due, una non bastava!- ricolme di libri, le edizioni più aggiornate; negli anni in cui ha diretto la Biblioteca il numero dei volumi si è pressoché raddoppiato, in ragione di scambi istituzionali e delle conoscenze personali. Uno dei suoi giorni più belli della sua carriera, come ha avuto modo di confidare, è stato il 2 aprile 2011, quando, dopo mesi di lavoro, si è inaugurato il nuovo allestimento della biblioteca, arricchito del lascito degli studiosi Santo Tiné – Luisa Bertacchi. In quell’occasione un impegno costante e ‘nascosto’ ha arricchito di valore la sede della Soprintendenza.

Per alcuni anni ha prestato parte del suo servizio anche presso la Direzione Regionale del Veneto, guidata dall’allora Direttore Ugo Soragni; studiosa di ambito umanistico, la curiosità e la propensione per l’approfondimento normativo erano tratti che la contraddistinguevano, il suo valore aggiunto, in quanto figlia di una prestigiosa famiglia di giuristi.

È venuto poi il momento, anche in ragione delle riforme che dal 2014 hanno coinvolto il Ministero dei Beni Culturali, in cui la dott.ssa Larese è passata al Polo Museale, assumendo la Direzione del Museo Archeologico di Venezia e del Museo Nazionale Concordiese. Questo passaggio è stato molto importante per lei, era solo un arrivederci.

Oggi il saluto è più doloroso, è un addio.

Ma nonostante tutto piace ricordarla per quello che ha lasciato a ciascuno di chi l’ha conosciuta. Una studiosa, un’archeologa sui generis, elegante e bella, generosa e di un’ironia sottile che talora traspariva da un guizzo degli occhi cerulei. Un video, postato su Facebook dai suoi colleghi del Museo veneziano, racconta molto di lei e di quel Museo per il quale aveva molti progetti. La sua casa, come la sua città, Venezia.

Arrivederci dottoressa Larese, grazie Anna per quello che la tua vita ha significato per il nostro lavoro, per noi.

Inaccessibilità archivi documentali sede di Venezia a seguito della recente alta marea eccezionale

Si comunica che i recenti eventi legati ai fenomeni di Alta marea nella Laguna veneziana hanno determinato diversi inconvenienti e malfunzionamenti degli impianti elettrici, di riscaldamento e telefonici della sede veneziana. Mentre la rete dati e la gran parte delle linee telefoniche sono state correttamente ripristinate, e con esse l’invio e la trasmissione di posta elettronica, gli archivi documentali sono stati danneggiati e sono di fatto inaccessibili. Pertanto l’accesso agli atti che riguarda la documentazione dei lavori sui beni architettonici per tutto il territorio di competenza e in parte per l’archivio dei beni vincolati (comuni della provincia di Venezia) è al momento sospeso fino a data da destinarsi.

Este, 24 maggio, ore 15.00: presentazione del nuovo allestimento dell’area archeologica di “Casa di Ricovero”

Interventi:

Roberta Gallana
Sindco di Este

Emanuela Carpani
Soprintendente SABAP-VE-MET

Carla Pirazzini
SABAP-VE-MET

A seguire, le curatrici, Angela Ruta (già direttrice del Museo Nazionale Atestino) e Giovanna Gambacurta (Università Ca’ Foscari, Venezia), illustreranno il nuovo allestimento dell’area archeologica

 

Ciclo di conferenze “La Soprintendenza si racconta” | Padova, 12 aprile: “Studi, indagini e restauri. Donatello e la fortuna della scultura in terracotta a Padova tra Quattrocento e Cinquecento”

Verrà recuperata il  12 aprile alle ore 17 la presentazione dal titolo  “Studi, indagini e restauri. Donatello e la fortuna della scultura in terracotta a Padova tra Quattrocento e Cinquecento“, originariamente prevista per il 22 marzo.

Interverranno Debora Tosato (Soprintendenza ABAP per per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso), Carlo Cavalli (Museo Diocesano di Padova) e Rita Deiana (Università degli Studi di Padova – Centro interdipartimentale di Ricerca, Studio e Conservazione dei Beni Archeologici, Architettonici e Storico Artistici).

La conferenza si terrà presso la sede della Soprintendenza (via Aquileia 7, Padova), l’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

“La fioritura della scultura in terracotta contraddistingue il contesto storico e culturale patavino in età rinascimentale, quando la città diviene uno dei centri artistici all’avanguardia grazie alle opere di Donatello nella Basilica di Sant’Antonio e della bottega di Francesco Squarcione, nella quale muoveranno i primi passi Andrea Mantegna e Nicolò Pizolo, protagonisti della decorazione a fresco della Cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani.

L’incontro è finalizzato a delineare le caratteristiche della fucina che si sviluppa intorno al cantiere della pala d’altare bronzea di Donatello, determinante per mettere a fuoco la generazione di artisti che farà tesoro dell’esempio del maestro nell’arte della lavorazione dei metalli e dell’argilla, dando vita a quella che è comunemente definita “scuola di Donatello”, cui appartengono anche Bartolomeo Bellano e Andrea Briosco, detto il Riccio.

A partire dal restauro della Pala Ovetari, gravemente lesionata dai bombardamenti, saranno illustrati i restauri di alcuni manufatti e le linee guida del progetto di ricerca – attualmente in corso d’opera – portato avanti in sinergia dalla Soprintendenza, dalla Diocesi di Padova e dall’Università per lo studio di alcune sculture in terracotta.

Nell’occasione sarà presentato al pubblico il progetto Mi sta a cuore 2018, mirato a sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza sul restauro delle opere, attraverso l’opportunità di contribuire in prima persona, partecipando alla raccolta fondi, alle visite a cantiere aperto e a iniziative culturali di valorizzazione del patrimonio culturale, inteso come bene comune.”

5-6 aprile, Concordia Sagittaria – Giornate di studio “La gestione di aree e parchi archeologici: esperienze a confronto”

Una delle peculiarità del patrimonio culturale italiano è la diffusione su tutto il territorio di aree archeologiche attrezzate, visitabili, situate nel cuore delle città o in contesti extraurbani, isolate o idealmente connesse a rappresentare un antico tessuto insediativo, estese da pochi metri quadri a molti ettari.

Alcune rappresentano il patrimonio conservato a vista nell’ambito di una riserva riconosciuta e ancora presente nel sottosuolo, e sono tutelate e valorizzate con l’istituto del parco archeologico. Altre, la maggior parte, sono piccoli istituti culturali a sé, e l’ente che le ha in consegna deve far fonte alla continua tensione tra l’obbligo di renderle fruibili e l’impossibilità strutturale di gestirle direttamente.

L’intento delle due giornate di studio, organizzate a Concordia Sagittaria in occasione dell’inaugurazione della nuova area archeologica in via Faustiniana, è mettere a confronto esperienze da tutt’Italia per interrogarsi sui modelli di gestione esistenti, nel rapporto tra enti pubblici, territoriali, comunità locali, privati, associazioni, volontariato, e individuare soluzioni virtuose per garantire la più ampia fruizione delle aree e dei parchi archeologici.

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