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Un tesoro restituito alla cittadinanza: il restauro degli affreschi di Giusto de’ Menabuoi al Battistero di Padova

In occasione della conferenza stampa del 23 giugno 2020 (fig. 3) è stato possibile ammirare in anteprima la magnificenza e lo splendore degli affreschi trecenteschi di Giusto de’ Menabuoi al Battistero, le cui pareti sono ancora parzialmente ricoperte dai ponteggi per il completamento dei lavori di restauro, previsto per la fine dell’agosto 2020. Hanno partecipato all’incontro con i giornalisti Don Gianandrea Di Donna (Delegato del Vescovo ai rapporti con la Soprintendenza nel cantiere del Battistero), Fabrizio Magani (Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso) e Renata Casarin (Direttore del Segretariato regionale per il Veneto), illustrando il valore iconografico e simbolico e il pregio del ciclo pittorico, realizzato dall’artista tra il 1370 e il 1378 per volere dei Carraresi, Signori di Padova, e in particolare su commissione di Fina Buzzaccarini, qui sepolta con il consorte Francesco da Carrara.

Le due cariche istituzionali del Ministero per i Beni le Attività Culturali e per il Turismo hanno inoltre presentato in sintesi i dati relativi al cantiere di restauro, nel quale il Segretariato Regionale per il Veneto funge da stazione appaltante per i lavori finanziati con fondi ministeriali derivanti dall’articolo 1, comma 9, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, pari a 810.000 euro.

L’intervento in corso costituisce il completamento del recupero delle superfici decorate dell’edificio (figg. 1-2), intrapreso dalla Soprintendenza nel 2013 con il restauro di tamburo e cupola. I lavori, diretti dalla Soprintendenza, sono stati affidati mediante gara a procedura aperta a un raggruppamento temporaneo di imprese costituito dalle ditte Tecnireco di Spoleto, Tecni.co.r e Conservazione e Restauro di Roma.

La Diocesi (nella persona di Don Gianandrea Di Donna) ha espresso l’apprezzamento dell’intervento fin qui compiuto e, riconoscente al lavoro di profonda sinergia con la Soprintendenza, auspica che i lavori di risanamento e consolidamento dell’edificio, nel suo complesso, abbiano a proseguire al fine di salvaguardare un monumento che – oltre al grandissimo pregio artistico e culturale per la città – è luogo vivo per la Diocesi di Padova, in cui ancora oggi si celebrano i sacramenti: i battesimi di molti bambini e il battesimo e la cresima degli adulti che ricevono i sacramenti nella notte di Pasqua dalle mani del Vescovo.

Nel corso dell’intervista il Soprintendente (fig. 4) ha richiamato l’attenzione sull’impianto monumentale del ciclo pittorico, la cui narrazione è strutturata in una grandiosa architettura dipinta, nella quale l’autore illustra gli episodi salienti della storia della Salvezza, dalla Creazione all’Apocalisse: Storie dell’Antico e Nuovo Testamento su tamburo e pareti; il grandioso Paradiso sulla cupola maggiore; gli Evangelisti sui pennacchi maggiori; scene dell’Apocalisse sulle pareti accanto all’altare nell’absidiola; la Pentecoste sulla cupola della stessa absidiola. Giusto de’ Menabuoi ha inoltre dipinto il polittico a più ordini raffigurante la Madonna con il Bambino in trono, santi, dottori della chiesa e storie di San Giovanni Battista (attualmente in corso di restauro), il santo al quale è intitolato il Battistero.

Fin dall’Ottocento l’edificio ha evidenziato uno stato di particolare fragilità alle murature, sottoposte a dissesti statici di notevole entità con presenza diffusa di fenditure e fessurazioni, che hanno facilitato l’aggressione dell’umidità di risalita con infiltrazioni d’acqua: un problema di notevole entità che nel secolo scorso, a partire dagli anni Trenta, ha determinato l’aggravarsi dello stato di conservazione degli affreschi, determinando la necessità di effettuare varie operazioni di stacco e trasporto su pannelli delle scene dipinte sul registro inferiore.
La delicatezza del complesso architettonico e decorativo, interessato anche dal bombardamento del 1944, ha richiesto negli anni passati cure e attenzioni costanti da parte dagli organi di tutela del Ministero, che hanno collaborato mettendo a punto anche una serie di interventi preliminari al restauro, dalla mappatura del degrado delle superfici alla realizzazione di una campagna di indagini scientifiche conoscitive per l’accurata verifica dello stato conservativo, al fine di promuovere uno studio approfondito e chiarire le effettive cause di alterazione degli affreschi, sottoposti a pulitura e integrazione pittorica.

Il presente restauro e l’osservazione ravvicinata consentono ora di apprezzare al meglio la qualità dei brani pittorici (figg. 5-12), realizzati a buon fresco con finiture a secco, mediante una tecnica esecutiva che riproduce sull’intonaco la raffinata preziosità e gli accordi cromatici della pittura su tavola, con l’ausilio del chiaroscuro per la resa delle volumetrie.
La poetica di Giusto de’ Menabuoi raggiunge un esito mirabile in questo ciclo pittorico, che rispecchia la felicità creativa raggiunta dall’artista toscano, significativo interprete con Giotto, Guariento, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona della pittura decorativa trecentesca a Padova, a testimonianza della ricchezza culturale e della bellezza monumentale della città nel Medioevo*.

IMMAGINI (clicca per ingrandire)

*Crediti fotografici: © Diocesi di Padova, Ufficio Beni Culturali, archivio fotografico (fig. 1); © Mauro Magliani, su concessione della Diocesi di Padova (fig. 2); © Sabine Vallois, Ditta Tecnireco (figg. 5-12); © Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso (figg. 3-4).

Riapertura al pubblico della mostra “A NOSTRA IMMAGINE. Scultura in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio” al Museo Diocesano di Padova

Mercoledì 20 maggio sarà riaperta al pubblico l’esposizione A NOSTRA IMMAGINE. Scultura in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio, allestita negli spazi delle Gallerie di Palazzo Vescovile a Padova.

La mostra, chiusa anticipatamente a causa dell’emergenza epidemiologica Covid-19, è incentrata sulla fortuna della scultura in terracotta nel Rinascimento in area patavina e presenta al pubblico ventuno sculture in terracotta policroma, in gran parte provenienti dalle chiese parrocchiali della Diocesi di Padova, da collezioni private e da importanti musei nazionali ed europei.

Promossa e organizzata dal Museo Diocesano di Padova e dall’Ufficio Diocesano Beni Culturali, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova, del CIBA Centro Interdipartimentale per i beni culturali, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, costituisce l’ideale compimento del progetto “Mi sta a cuore”, mirato a sensibilizzare la cittadinanza sul valore simbolico e identitario di quattro sculture in terracotta del territorio diocesano, ora inserite nel percorso espositivo (escluso il Compianto di San Pietro conservato nella chiesa di San Pietro a Padova), mediante la promozione di visite guidate alle opere durante il restauro, aperte alla cittadinanza, e la realizzazione di studi scientifici e approfondimenti culturali.

L’esposizione sarà riaperta fino al 2 giugno con il seguente orario: da  martedì a venerdì 10.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00; sabato, domenica e festivi 10.00 – 13.00 e 14.00 – 19.00, mentre è ancora in fase di verifica la possibilità di una proroga.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la segreteria della mostra al numero 049.8226159.

Il restauro del crocifisso ligneo di Donatello della chiesa dei Servi a Padova

Si segnala che nel sito della Soprintendenza Archeologia, belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia è stato pubblicato un approfondimento sul restauro del Crocifisso ligneo di Donatello della chiesa dei Servi a Padova. Tale restauro è stato il frutto di un accordo di valorizzazione tra la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso (ora Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso) e la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia (ora Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia). L’approfondimento è raggiungibile al seguente link:

Il Crocifisso ligneo di Donatello della chiesa dei Servi di Padova

Online la nuova sezione “Laboratorio di restauro archeologico”

Si segnala che è online su questo sito una nuova sezione, denominata Laboratorio di restauro archeologico, nella quale verrà approfondita, attraverso la presentazione di alcuni casi-studio, la conoscenza delle tecniche e delle metodologie del restauro attraverso le testimonianze del personale che opera presso il laboratorio della sede di Padova.

La Cappella degli Scrovegni in Padova, storia, restauro, conservazione

Il 25 marzo 2020, in occasione della ricorrenza della consacrazione della cappella dell’Arena affrescata da Giotto, celebrata il 25 marzo 1305, l’Università di Padova pubblica il filmato promosso dalla Commissione scientifica interdisciplinare per la conservazione e gestione della Cappella degli Scrovegni istituita dal Comune di Padova.

Il filmato, intitolato La Cappella degli Scrovegni in Padova, storia, restauro, conservazione, è stato realizzato e prodotto dall’Università di Padova, a cura dell’ufficio digital learning e multimedia, con riprese eseguite lungo l’arco di due anni, e montaggio di documenti d’epoca. Frutto di una ricerca attenta presso numerosi archivi e biblioteche, ripercorre le vicende della storia conservativa del Monumento attraverso le principali campagne di restauro, documentate dall’Ottocento ai giorni nostri, e presenta per la prima volta rimontati anche spezzoni di filmati d’epoca dell’archivio storico dell’Istituto Luce.

Nato dalla stretta collaborazione tra Comune di Padova, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso e Università di Padova, il progetto scientifico, a cura di Monica Pregnolato e Giovanna Valenzano, illustra come nell’ambito della salvaguardia della cappella dell’Arena si sia passati dai diversi restauri d’emergenza al concetto di tutela programmata e preventiva, per preservare e trasmettere al futuro, anche con l’ausilio della ricerca scientifica e delle nuove tecnologie, questo straordinario monumento d’arte e di storia, che riveste un valore universale. 

Regia di Marco Toffanin
Voce italiana Vittorio Attene 
Voce inglese Daisy Tennant
Musiche Alessandro Savarese; AG Music; Elena Naumova; SnowMusicStudio
Color correction Francesco Marotta-Synchro Studio
Riprese Agostino Pinto; Omar Trevisan; Davide Boschetto
Fotografie Andrea Graziani; Corrado Villani
Riprese con il drone Marco Bonato; Dario Da Re; Graziano Ferro

La versione italiana è stata proiettata nella sala multimediale dei Musei Civici agli Eremitani il giorno 12 settembre 2019 in apertura dell’incontro della Commissione Scrovegni con l’esperto di ICOMOS, in città per la visita di valutazione della candidatura “La Cappella degli Scrovegni di Giotto e i cicli affrescati del Trecento a Padova” per l’iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

La versione italiana e inglese del video sono raggiungibili, oltre che da questa pagina e dal sito dell’Università di Padova https://www.unipd.it/news/filmato-scrovegni, anche dal sito https://www.padovaurbspicta.org/ del Comune di Padova.

“A nostra immagine”. Scultura in terracotta del Rinascimento da Donatello a Riccio. Dietro le quinte della mostra

Nelle prossime settimane sarà operativa una campagna di comunicazione sul tema della scultura in terracotta nel Rinascimento a Padova, ideata e promossa dallo staff del Museo Diocesano di Padova e dalla Soprintendenza, ente partner nel progetto di studio, indagine e restauro di alcune sculture in terracotta conservate nelle chiese della Diocesi patavina, secondo comuni istanze recepite da una convenzione che fissa i termini di collaborazione tra i due enti e l’Università degli Studi di Padova.

L’intento è quello di narrare attraverso un linguaggio semplice e immediato, con l’ausilio della fotografia e delle riprese video, il lavoro svolto intorno alla mostra attraverso i social network della Soprintendenza e del Museo Diocesano di Padova, con brevi testi inerenti a racconti, curiosità, aneddoti, protagonisti e ricordi.

Tutti i contenuti e gli aggiornamenti verranno quindi pubblicati sulla pagina Facebook della Soprintendenza


 

“Sapiens. Da cacciatore a cyborg”. Montebelluna, Museo di Storia Naturale e Archeologia, 16.02.2020-30.08.2020

 

Inaugurazione della mostra sabato 15 febbraio alle ore 16.30

Oltre 800 reperti archeologici per raccontare una storia di quasi 100.000 anni: dai cacciatori paleolitici ai Romani di fine Impero, con un’incursione nei possibili scenari di domani. Frammenti di antiche esistenze rivissute in un percorso multidisciplinare per capire meglio il tempo presente e immaginare il nostro futuro.

Una mostra per valorizzare il patrimonio archeologico del territorio. Un dialogo tra archeologia e contemporaneo per illustrare come un animale fagile, ma visionario, sia diventato sapiens, conquistandosi il futuro.

Le 9 sezioni propongono un affascinante viaggio nel tempo e nell’immaginario sapiens. L’esposizione di reperti inediti del Museo Civico di Montebelluna, integrati con prestiti da altri musei, racconta il percorso dell’umanità dalla Preistoria all’attuale Antropocene.

Gli oggetti, più che di singoli avvenimenti, spesso ci parlano delle persone e dei mondi per cui furono prodotti; ci mostrano di riflesso come sono cambiati nel tempo il pensiero e la vita dell’uomo.
L’accessibilità ai molti significati degli oggetti esposti sarà garantita dalle ricostruzione, materiali e virtuali, dei contesti di provenienza, oltre che da postazioni interattive e partecipative.

PER INFO: 0423/300465 info@museomontebelluna.it

Vigonza, 7 febbraio | Presentazione del volume “Vigonza. Dal sacello romano all’insediamento medievale. Archeologia ai margini della centuriazione di Padova nord-est”

Venerdì 7 febbraio 2020, ore 18.00
Vigonza, Teatro “Quirino De Giorgio”, Piazza E. Zanella 29

Interverranno

Fabrizio Magani
Soprintendente
Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso

Matteo Frassine
Curatore del volume | Funzionario archeologo
Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso