Paesaggi urbani e lagunari nelle stampe in mostra a Palazzo Fulcis: “Venezia dalle Dolomiti. Giambattista Brustolon, gli incisori bellunesi del Settecento e il vedutismo”

L’esposizione (fig. 01) dedicata alle vedute veneziane del Settecento a Palazzo Fulcis a Belluno (1 agosto – 20 settembre 2020) è mirata a valorizzare una parte significativa della pregevole collezione di oltre 1400 incisioni del fondo Alpago-Novello (figg. 02-03), vale a dire il lascito dell’illustre cittadino bellunese Luigi Alpago-Novello (1854-1943), che durante la sua vita raccolse un considerevole numero di stampe di maestri bellunesi, a testimonianza della sua grande passione e di un lavoro di studio e ricerca poi confluito nel fondamentale contributo Gli incisori bellunesi. Saggio storico-bibliografico del 1939-1940.

Le incisioni sono depositate dal 1986 presso il Museo Civico di Belluno e, dal 1994, per volontà di Alberto Alpago-Novello e donazione dei figli Adriano, Arpalice e Luisa, sono state cedute allo Stato, che a sua volta le ha concesse in deposito al museo cittadino. La catalogazione delle stampe è stata avviata a partire dal 2014 in accordo e collaborazione con la Soprintendenza, nell’osservanza della normativa dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.

La campagna, tuttora in corso, ha coinvolto anche numerosi studenti universitari e specializzandi di storia dell’arte, che hanno collaborato attivamente con i Musei Civici di Belluno durante la loro attività di tirocinio, catalogando anche le stampe.

La mostra nasce pertanto come iniziativa di approfondimento culturale dedicato ad alcune raccolte significative del museo, che per ragioni di carattere conservativo sono raramente esposte al pubblico. Il tema iconografico principale è quello delle vedute di Venezia e della laguna attraverso le stampe di riproduzione eseguite con le tecniche dell’acquaforte e del bulino da Giambattista Brustolon (1717-1796), Antonio Sandi (1733-1817), Marco Sebastiano Giampiccoli (1737-1809) e Antonio Baratti (1724-1787), che si esercitarono nell’arte di tradurre le invenzioni e i modelli di alcuni dei più grandi vedutisti del secolo, a partire da Antonio Canal detto Canaletto (fig. 10), contribuendo alla diffusione dell’immagine di Venezia nel mondo degli amatori e dei viaggiatori del Grand Tour.

Le incisioni hanno inoltre il pregio di avere documentato la memoria della quotidianità – come la raccolta di stampe incise da Brustolon, intitolata Prospetto Ædium Viarumque Insigniorum Urbis Venetiarum (fig. 09) – e di alcuni avvenimenti storici realmente accaduti, e celebrati con gusto aneddotico e ricchezza di dettagli dagli artisti, che non si limitano a riprodurre la bellezza e la grandiosità monumentale della città, catturandone anche la vitalità pulsante, demandata alle rappresentazioni dei mercati, dei mestieri, delle maschere, delle occasioni di svago, delle riunioni e degli incontri degli abitanti di Venezia.

Questo spirito contraddistingue, in particolare, una tra le serie di incisioni più fortunata, tradizionalmente intitolata Le Feste veneziane, e composta di 12 stampe (inizialmente 8 e in seguito estesa a 12) intagliate da Brustolon su disegni di Canaletto (figg. 04-06). L’operazione, promossa dall’editore Furlanetto, ebbe grandissima diffusione, documentata dalle numerose tirature delle stampe, i cui rami originali si conservano al Museo Correr di Venezia.

I soggetti, curiosi e affascinanti, raccontano la storia delle festività dogali sullo sfondo di una Venezia familiare e chiassosa, sia nelle riprese all’aperto sia all’interno dei luoghi simbolici del potere, come la Basilica di San Marco, la cui spettacolare veduta prospettica in bianco e nero mantiene inalterato il fascino straordinario di luccicanti mosaici dorati.

Di affine tematica sono le quattro stampe con vedute notturne di Antonio Baratti (figg. 07-08), pubblicate nel 1782 e dedicate ai festeggiamenti organizzati a Venezia in occasione del soggiorno dei conti del Nord*.

* Crediti fotografici: figg. 01-03 © MUBEL Musei Civici di Belluno; figg. 04-10 © Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso

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