Palazzo Soranzo Cappello e il suo giardino

IL PALAZZO

Il complesso costituisce, con l’attiguo palazzetto, la corte e il vasto giardino, un notevole compendio monumentale separato dal muro di cinta del giardino di Palazzo Gradenigo. La sua edificazione si può collocare tra la fine del ‘500 e l’inizio del secolo successivo e il progetto, il cui autore rimane ignoto, sembra riproporre gli stilemi di Palazzo Corner del Sanmicheli. Nonostante la sobrietà dell’apparato decorativo, il palazzo si impone suggestivamente per le proporzioni e per il raffinato disegno degli elementi architettonici in pietra d’Istria che scandiscono gli spazi e le superfici più rappresentative (prospetti principali, androne al piano terra, salone passante al primo piano nobile) e per le travature lignee a vista dei solai, alcune impreziosite da elaborate cornici lignee e da decorazioni a tempera e a foglia d’oro. E’ molto probabile che in origine si prevedesse la realizzazione del solo corpo principale, il più alto e il più ricco per gli apparati decorativi e scultorei, e che solo in secondo momento le nuove esigenze di spazio determinassero la costruzione del palazzetto attiguo. L’edificio principale risponde, planimetricamente, ad una tipologia tipicamente veneziana leggibile anche dalla monumentale facciata contrassegnata dalle balaustre dei due piani nobili: esso si sviluppa infatti lungo un salone passante che disobbliga le stanze laterali, decorato a tempera con raffinati motivi fitomorfici e con elementi architettonici e scultorei dipinti a trompe l’oeil.

IL GIARDINO

La più antica testimonianza dell’attuale assetto del giardino è rappresentata dall’incisione eseguita da Vincenzo Coronelli nel 1709, nella quale sono ancora riconoscibili il cortile d’ingresso, scandito da nicchie con statue, i due gruppi scultorei al centro del passaggio tra corte e giardino e il giardino vero e proprio, caratterizzato da un viale centrale cadenzato da statue su piedistallo e, ai due lati, da ampi parterre de broderie. L’assetto attuale è frutto di un accurato restauro compiuto in seguito all’acquisizione del complesso da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La corte monumentale, situata in asse con l’androne centrale e collegata a questo da un portale architravato, ha tre lati scanditi da edicole a nicchia con le statue di Giulio Cesare e dei primi undici imperatori romani, alludenti alla magnificenza della casata della famiglia committente, i Soranzo. Il varco centrale di accesso al giardino è segnato da due gruppi scultorei raffiguranti il Ratto delle Sabine o, secondo un’altra interpretazione, le Fatiche di Ercole. Fondale del giardino è una loggia a otto colonne con timpano triangolare sormontato da statue allegoriche. I tracciati d’erba suddividono l’intero spazio attraverso la realizzazione di quattro prati riprendendo la partitura illustrata dal Coronelli. L’area degli ex-orti, posta a nord est, è divisa in due parti da un pergolato: una più prossima alla fondamenta, il prato fiorito, ed una all’interno, il prato dei frutti.

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