Palazzo Folco, la “Ca’ del Figo”

La Soprintendenza ha la propria sede principale a Padova in un complesso edilizio ubicato in pieno centro storico tra le vie Aquileia e Belle Parti, costituito dalla unione di un fabbricato le cui testimonianze più antiche risalgono al XIV sec., e di una costruzione moderna edificata negli anni Cinquanta del secolo scorso. L’edificio antico – detto anche casa del figo per la presenza sulla facciata di via Aquileia di una pianta di fico nata spontaneamente e prosperata negli anni di abbandono sulla linea di unione di due antichi corpi di fabbrica – si è venuto a trovare fortunatamente al margine del grande quadrilatero urbano, posto nell’antico quartiere di S. Lucia, che fu quasi completamente demolito negli anni 1925-1927 per fare spazio alla nuova urbanizzazione del Regime, caratterizzata dalla piazza Spalato-Insurrezione e dai massicci palazzoni incombenti su di essa. A salvare l’edificio dalla demolizione, concorse la circostanza che alcune famiglie di senza tetto lo occuparono verso gli anni ’30 del secolo scorso.

Nel 1939 il complesso – dopo il radicale intervento di restauro architettonico operato dalla Soprintendenza all’Arte Medievale e Moderna negli anni 1935-1939 su progetto dell’architetto Ferdinando Forlati, a seguito del riconoscimento della valenza architettonica ufficializzato con l’emanazione nel 1933 del vincolo di tutela – diventa sede della Regia Soprintendenza del Veneto, della Lombardia e della Venezia Tridentina, allora dipendente dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti del Ministero dell’Educazione nazionale.

(testo e immagini tratti da La Ca’ del figo già palazzo Folco a Padova sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, a cura di Francesco Cozza. Scarica l’articolo completo)

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