Montegrotto Terme. Complesso termale sotto l’hotel Terme Neroniane

Al di sotto del ristorante dell’Hotel Terme Neroniane sono visibili i resti di un complesso termale di età romana (fine del I secolo a.C. – II secolo d.C. circa), costituiti da un’ampia sala absidata, da parte del sistema di circolazione idrica, forse da un porticato e altri ambienti complementari (testi e immagini sono tratti da http://www.aquaepatavinae.it/). Approfondimenti

Ubicazione/come arrivare
Indirizzo: via Neroniana 21/23

Informazioni turistiche:
cfr. la voce “Accesso” a questo link

Cronologia:
fine I secolo a.C. – II secolo d.C.

 

Descrizione

Il complesso venne scoperto nel 1996 in occasione dei lavori di ampliamento dell’Hotel Terme Neroniane. Gli scavi archeologici, condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, si svolsero a più riprese tra il 1996 e il 2003. L’area è demaniale (Provvedimento di dichiarazione dell’interesse archeologico del Direttore Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto del 26.11.2010).

Il fulcro dell’area archeologica è un vasto ambiente rettangolare (1) con un’abside sull’unico lato corto conservato; forse, lungo il lato corto opposto, alcuni pilastri separavano questo ambiente da un altro, come nella vasca A dell’area di viale Stazione / via degli Scavi. Oggi restano visibili solo le preparazioni dei sontuosi originari rivestimenti: lungo le pareti, il cocciopesto saldava sottili lastre marmoree; nella parte rettangolare del vano, la malta spessa e compatta, in cui sono inseriti frammenti di lastre di ardesia, allettava le lastre lapidee (“opus sectile”) che creavano un disegno di moduli rettangolari disposti su filari sfalsati, ancora percepibile dalle impronte impresse nella malta stessa; nell’abside, la malta visibile allettava invece sottili lastre di marmo, ma questo pavimento venne steso in una fase non originaria sopra uno simile, ma con lastre più spesse di forma quadrata.
A destra e a sinistra dell’ambiente 1 restano le tracce di almeno altri quattro ambienti/corridoio (2, 3, 4, 5); il 4, a forma di L, apparteneva forse a un portico, aperto non sull’ambiente 1, ma su un’area scoperta (5) che doveva svilupparsi oltre il limite dello scavo.
L’ambiente 1 è circondato da tre imponenti condotti (6, 7, 8) per la circolazione dell’acqua termale. Essi dovevano esse in qualche modo connessi con una grande piscina rettangolare rinvenuta più a nord degli edifici visibili e alimentata da una polla termale naturale. Presso il condotto 6 restano le tracce di una vasca (9), forse pertinente a una fase non originaria del complesso, con il piano in lastre di trachite accessibile tramite una scaletta, su due gradini della quale si leggono i numerari “III” e “IV”.
La struttura 10, il cui pavimento in lastre di trachite presenta un foro, si interpreta come latrina o scolo d’acqua o vano di captazione per una sorgente di acque termali.
Tutte le strutture sono caratterizzate da orientamenti coerenti e accomunate dall’alto livello delle soluzioni tecniche adottate e della qualità dei materiali impiegati. Tutto ciò fa pensare che chi ha voluto e usato questo complesso termale fosse abituato all’agio e appartenesse pertanto a una classe sociale di alto rango.

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