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Temporanea chiusura al pubblico del giardino storico di Palazzo Soranzo-Cappello a Venezia

Si comunica che – a partire dalla data odierna – il Giardino storico di Palazzo Soranzo-Cappello a Venezia sarà temporaneamente chiuso al pubblico a causa degli eventi atmosferici del 7 e 8 luglio, che hanno provocato ingenti danni al giardino.
Sono pertanto sospese e rinviate a data da destinarsi le aperture straordinarie al pubblico previste in data 12, 18 e 19 luglio 2019.
La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso si scusa per il disagio e si impegna a ripristinare l’accesso al giardino in condizioni di sicurezza nel più breve tempo possibile.
Ogni ulteriore informazione in merito alla riapertura del giardino sarà tempestivamente pubblicata su questo sito.

Padova, 4 luglio: “Sulle tracce dell’uomo alato”. Lo scavo in laboratorio delle sepolture preromane della necropoli orientale di Padova

Apertura straordinaria del cantiere di scavo in laboratorio

Quando: giovedì 4 luglio 2019, dalle 17.00 alle 21.00

Dove: Deposito della Soprintendenza, via Crimea 68, Padova

Ingresso libero

Sulle tracce dell’uomo alato è un progetto che nasce attorno alla ricerca dell’Università Ca’ Foscari di Venezia AWD (Another Way of Digging – Lo scavo in laboratorio delle sepolture preromane della necropoli orientale di Padova), attuata in collaborazione con la Soprintendenza e giunta al suo terzo anno di attività.

Il progetto prende il nome dall’immagine, unica in tutta l’arte delle situle e nel Veneto preromano, di un uomo alato su un gancio da cintura in bronzo, rinvenuto nella necropoli.

La prosecuzione degli scavi, condotti dagli studenti dell’Università Ca’ Foscari in collaborazione con la Soprintendenza, ha visto il convergere di figure specialistiche interdisciplinari, allargandosi all’antropologia fisica, alla paleozoologia e alla paleobotanica e coinvolgendo gli studenti della scuola secondaria in una attività coordinata di alternanza scuola-lavoro.

L’apertura al pubblico, che rientra nel Piano di valorizzazione 2019 del MiBAC.

Scarica la locandina

Info: Pagina facebook “Sulle tracce dell’uomo alato”.

Per la tutela e la conoscenza del patrimonio archeologico: RAPTOR è online

Padova, 21 giugno 2019

Sono da oggi liberamente consultabili on-line all’indirizzo www.raptor.beniculturali.it le informazioni relative a circa 13000 siti archeologici censiti all’interno del webGIS RAPTOR, progetto avviato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il tramite delle ex Soprintendenze per i Beni Archeologici, a cui oggi partecipa la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso.

Il risultato è frutto di un lungo lavoro, in continua evoluzione, intrapreso circa 7 anni fa all’interno della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia in sinergia con le due consorelle di Veneto e Lombardia e con il supporto dell’allora Direzione Generale per le Antichità, lavoro che oggi continua nelle 9 Soprintendenze Archeologia belle arti e paesaggio, coprendo buona parte dell’Italia settentrionale dal Friuli Venezia Giulia al Piemonte.

Acronimo di “Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale”, RAPTOR è stato creato per velocizzare l’accesso alle informazioni, snellire le procedure burocratiche, rendere più rapido, efficace ed efficiente il lavoro dei funzionari archeologi, agevolando così indirettamente quello delle altre Amministrazioni pubbliche.

L’innovativo geodatabase gestionale ideato da un gruppo qualificato di funzionari archeologi delle Soprintendenze compie ora un altro passo in avanti.

Infatti, dopo l’apertura del sistema alle ditte archeologiche, che dialogano in questo modo con le Soprintendenze coinvolte popolando l’archivio digitale attraverso l’immissione di dati standardizzati pertinenti alle documentazioni di scavo, si mette oggi a disposizione liberamente all’utenza esterna un lavoro ancora parziale di revisione e digitalizzazione delle informazioni contenute negli archivi cartacei iniziato nel 2013.

RAPTOR, se da un lato permette dunque un’informatizzazione e un’archiviazione digitale delle pratiche di tutela archeologica, in linea con l’esigenza di dematerializzazione della Pubblica Amministrazione, dall’altro diviene oggi anche un prezioso database pubblico di informazioni in continuo aggiornamento sul patrimonio archeologico, terrestre e sommerso, noto da scavi archeologici, rinvenimenti occasionali, notizie edite, etc.

Si affianca dunque alla funzione di tipo prettamente amministrativo destinata al personale ministeriale (gestione pratiche autorizzatorie, mappatura dei progetti pubblici e privati, degli scavi e dei siti archeologici) anche la possibilità per un ampio pubblico di studiosi, specialisti, professionisti, cultori locali o semplici cittadini, di consultare le informazioni principali riguardanti i siti archeologici delle aree regionali partecipanti al progetto.

Il libero accesso anche da parte degli Enti pubblici permetterà agli stessi di impostare, attraverso una facile ed intuitiva consultazione, altresì agevolata dai diversi cromatismi impiegati nella mappa di sistema, le attività di pianificazione o di studio del territorio, pur sempre nei limiti imposti dalle norme vigenti in materia di tutela archeologica (D.Lgs. 42/2004) e di archeologia preventiva (D.Lgs. 50/2016, art. 25).

Auronzo di Cadore, Comelico Superiore, San Nicolò di Comelico, San Pietro di Cadore, Santo Stefano di Cadore, Danta di Cadore – Avvio procedimento di tutela

 

Si rende noto che con nota del 30/05/2019 n. 0014090 è stata inviata dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso la Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art. 138, comma 3, del D. Lgs. 42/2004, per l’area Alpina compresa tra il Comelico e la Val d’Ansiei – Territori Comunali di Auronzo di Cadore, Comelico Superiore, San Nicolò di Comelico, San Pietro di Cadore, Santo Stefano di Cadore, Danta di Cadore ed i relativi allegati ai Comuni di Auronzo di Cadore, Comelico Superiore, San Nicolò di Comelico, San Pietro di Cadore, Santo Stefano di Cadore, Danta di Cadore, alla Provincia di Belluno e agli uffici competenti del Ministero per i beni e le attività culturali (Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio). La proposta è stata affissa all’albo pretorio del Comune di Auronzo di Cadore (BL) in data 07.06.2019; del Comune di Comelico Superiore (BL) in data 10.06.2019; del Comune di San Nicolò di Comelico (BL) in data 10.06.2019; del Comune di San Pietro di Cadore (BL) in data 12.06.2019; del Comune di Santo Stefano di Cadore (BL) in data 11.06.2019; del Comune di Danta di Cadore (BL) in data 10.06.2019; e rimarrà pubblicata per i successivi 90 giorni; copia cartacea degli elaborati è a disposizione del pubblico nei Comuni interessati.

L’area racchiude un insieme paesaggistico di notevole bellezza che è il risultato dell’interazione tra gli aspetti naturali e una secolare azione antropica, che ha dato forma ad un contesto punteggiato da elementi di pregio. Il sistema insediativo dei nuclei abitati, le pratiche agrosilvopastorali di versante, l’andamento geografico e orografico del territorio, l’estrema varietà di ambienti e microambienti naturali riscontrabili in un’area di limitate dimensioni, concorrono insieme a definire un unicuum paesaggistico straordinariamente conservato, fatto di trame naturali, storiche e culturali tra loro sovrapposte e inscindibili.

Decorrenza misure di salvaguardia: 12/06/2019

ALLEGATI:

2019-NP-0270-0014090

Allegato A_relazione e disciplina d’uso

Allegato B_perimetrazione

Allegato C_documentazione cartografica

Allegato D_documentazione fotografica

 

 

 

Este, 24 maggio, ore 15.00: presentazione del nuovo allestimento dell’area archeologica di “Casa di Ricovero”

Interventi:

Roberta Gallana
Sindco di Este

Emanuela Carpani
Soprintendente SABAP-VE-MET

Carla Pirazzini
SABAP-VE-MET

A seguire, le curatrici, Angela Ruta (già direttrice del Museo Nazionale Atestino) e Giovanna Gambacurta (Università Ca’ Foscari, Venezia), illustreranno il nuovo allestimento dell’area archeologica

 

Ciclo di conferenze “La Soprintendenza si racconta” | Padova, 12 aprile: “Studi, indagini e restauri. Donatello e la fortuna della scultura in terracotta a Padova tra Quattrocento e Cinquecento”

Verrà recuperata il  12 aprile alle ore 17 la presentazione dal titolo  “Studi, indagini e restauri. Donatello e la fortuna della scultura in terracotta a Padova tra Quattrocento e Cinquecento“, originariamente prevista per il 22 marzo.

Interverranno Debora Tosato (Soprintendenza ABAP per per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso), Carlo Cavalli (Museo Diocesano di Padova) e Rita Deiana (Università degli Studi di Padova – Centro interdipartimentale di Ricerca, Studio e Conservazione dei Beni Archeologici, Architettonici e Storico Artistici).

La conferenza si terrà presso la sede della Soprintendenza (via Aquileia 7, Padova), l’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

“La fioritura della scultura in terracotta contraddistingue il contesto storico e culturale patavino in età rinascimentale, quando la città diviene uno dei centri artistici all’avanguardia grazie alle opere di Donatello nella Basilica di Sant’Antonio e della bottega di Francesco Squarcione, nella quale muoveranno i primi passi Andrea Mantegna e Nicolò Pizolo, protagonisti della decorazione a fresco della Cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani.

L’incontro è finalizzato a delineare le caratteristiche della fucina che si sviluppa intorno al cantiere della pala d’altare bronzea di Donatello, determinante per mettere a fuoco la generazione di artisti che farà tesoro dell’esempio del maestro nell’arte della lavorazione dei metalli e dell’argilla, dando vita a quella che è comunemente definita “scuola di Donatello”, cui appartengono anche Bartolomeo Bellano e Andrea Briosco, detto il Riccio.

A partire dal restauro della Pala Ovetari, gravemente lesionata dai bombardamenti, saranno illustrati i restauri di alcuni manufatti e le linee guida del progetto di ricerca – attualmente in corso d’opera – portato avanti in sinergia dalla Soprintendenza, dalla Diocesi di Padova e dall’Università per lo studio di alcune sculture in terracotta.

Nell’occasione sarà presentato al pubblico il progetto Mi sta a cuore 2018, mirato a sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza sul restauro delle opere, attraverso l’opportunità di contribuire in prima persona, partecipando alla raccolta fondi, alle visite a cantiere aperto e a iniziative culturali di valorizzazione del patrimonio culturale, inteso come bene comune.”